Diario di guerra (25 giugno-26 luglio)

25 giugno: bombardamenti russi nell’Ovest e nel Nord dell’Ucraina. Nell’est, dicono fonti russe, uccisi 80 mercenari polacchi al servizio di Kiev. Dal Mar Nero 6 missili sull’oblast di Leopoli. Severodonetsk cade definitivamente nelle mani russe. I leader del G7 pensano a un blocco dell’importazione dell’oro russo.

26 giugno: bombardamento russo su Kiev, in fiamme un edificio. G7 sull’Ucraina, documento finale: assicurato “sostegno finanziario, umanitario, diplomatico e militare all’Ucraina”.

27 giugno: per la prima volta dal 1918, la Russia non ha rispettato le scadenze del pagamento del suo debito in valuta estera (100 milioni di dollari di obbligazioni). Ciò però non è dovuto a mancanza di soldi da parte del debitore, bensì alla chiusura dei canali di trasferimento da parte dei creditori. Sono state quindi le sanzioni a rendere impossibile il pagamento ai russi. A Marjupol i corpi di più di 100 civili trovati sotto le macerie di un palazzo distrutto dai russi. Secondo Kiev, sono 35.000 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio del conflitto. A Kremenchuck, nella regione di Poltava, i missili russi colpiscono un centro commerciale: morti e feriti. All’interno dell’edificio c’erano più di 1000 persone.

(a cura di G. V.)

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